La Notte dei senza dimora
Mostra fotografica di Kei Nagayoshi alla Notte dei senza dimora!
Appena sveglia beve subito una birra. Dorme sotto una grondaia. Porta il suo fardello ovunque vada. "Da qui io vedo tutto. Tutto il mondo!"
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Alla Notte dei senza dimora, 15 ottobre - Piazza Santo Stefano, Milano, potrete ammirare la mostra fotografica di Kei Nagayoshi, in memoria di Sylvie Koffi (cliccate qui per l'anteprima), senza dimora ivoriana morta lo scorso anno a Milano. In memoria di tutti i senza dimora morti in strada.

Chi è Sylvie Koffi? Continuate a leggere...

 

 

Introduzione

Nel mondo ci sono delle disparità.
Lo sanno tutti.
Esistono ricchezza e povertà, primo mondo e terzo mondo, chi felice e chi infelice.
Tutti hanno problemi nella vita e non hanno il tempo di vedere quella degli altri.
Pure io stessa..
Ho visto per la prima volta questa ragazza più di tre anni fa.
Era impressionante, giovane, bella, carica di borse e sacchetti che contenevano tutta la sua vita, la
sua storia e parlava da sola..
Ma ho fatto finta di non vederla, come se non esistesse. Avevo paura. Paura della realtà. Non
volevo sapere niente di lei.
Ma quando l'ho incontrata di nuovo alla fine dell'estate scorsa, mi sono detta: ma lei è ancora in
giro? Come fa a vivere? Come ha vissuto fino adesso da allora?
Sono rimasta scioccata ed ho deciso di confrontare a modo mio una piccola parte di questo terzo
mondo. Il suo mondo.
In realtà fa sempre parte dello stesso mondo in cui viviamo.

Ritratto di una Ragazza / The Portrait of a Lady
- Parla con Lei-

Appena sveglia beve subito una birra.
Dorme sotto la grondaia di un elegantissimo palazzo in stile Liberty di fianco ad un cantiere edile. Dorme
sempre lì anche quando piove a dirotto. Le ho dato alcuni consigli su dove trovare posti più idonei per
passare la notte (istituzioni benefiche o chiese di accoglienza) ma lei preferisce la sua grondaia e non
intende muoversi da lì.
"io non mi lamento, ma c'è gente che ha tutto e si lamenta sempre!" dice.


Il suo tempo passa molto lentamente. Quando se la sente, inizia un nuovo "Viaggio".
Così lei va a vagabondare per Milano con il suo zaino incredibilmente pesante, diverse borse e sacchetti.
Dentro questi bagagli ci sono sempre 5 o 6 bottiglie di birra, vestiti, roba da mangiare, giornali, sacchetti,
radio, pacchetti di sigarette vuoti.. i suoi "tesori", la raccolta del passato. Porta il suo fardello ovunque
vada, senza lamentarsi e scoraggiarsi.
" Mi piace viaggiare. Oggi sono andata fino in Giamaica!"


Lei parla sempre da sola. Se le si rivolge la parola, risponde sempre con un perfetto italiano. Conosce
altrettanto bene sia il francese che l'inglese. I suoi discorsi sono spesso incoerenti: un misto di verità e
bugie condite con tanta fantasia.


Lei si veste in modo molto particolare. Ha uno stile tutto suo.
Sorride sempre ed è anche simpatica. Tanti passanti la conoscono, la salutano e le fanno l'elemosina.


Le piace stare con i suoi amici, compagni di sventura.
Aveva un compagno preferito, si chiamava Serghei. Per un lungo periodo sono stati una coppia. Lei lo
chiamava "mio marito". È morto di cirrosi epatica il 3 aprile 2008 mentre le dormiva a fianco. Aveva
47anni. Lei non crede ancora alla sua morte, pensa che sia ancora in giro da qualche parte.


Alcune volte sosta davanti al supermercato. Chiede l'elemosina e poi, coi pochi soldi che racimola
compra le birre ed il cibo.


I suoi bisogni li fa sulla strada.
"Una volta mi hanno chiamato i carabinieri, ma io stavo facendo solo pipì!"
Se la si prende in giro diventa subito aggressiva..


Ci sono i volontari che la seguono una volta alla settimana da 4 anni. Secondo le loro informazioni lei ha
avuto 2 figli che vivono da qualche parte in America, ed ha abortito una volta qui a Milano, ma non
sanno come ci sia riuscita. Una volta ha detto ai volontari di essere stata violentata. Dopo questa accusa,
è sparita dalla circolazione per un mese e mezzo circa e nessuno sapeva dove fosse finita. Un giorno
all'improvviso è tornata. Per la legge vigente non può andare in un dormitorio perché è sprovvista di
documenti e permesso soggiorno.


Alcune voci dicono che la sua famiglia abbia cercato di rintracciarla tramite l'Ambasciata Africana ma lei
si è negata. Non da informazioni di sé e del suo passato.


Vedendola condurre una vita così miserabile alcuni impiegati, di un'azienda vicino a dove lei bivacca,
hanno fatto un'offerta ai volontari della ONLUS per migliorare le sue condizioni di vita, ma lei ha rifiutato
l'aiuto.


Lei si chiama Sylvie. Tutti la chiamano Silvia.
E' afro americana, originaria dell'Abidjan in Costa D'Avorio.
Da almeno quattro anni vive in questo modo.
"Da qui io vedo tutto. Tutto il mondo!"

Clicca qui per il programma della Notte dei senza dimora 2011

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