La Notte dei senza dimora
La nostra Notte dei Senza Dimora
Una delle cose belle di sabato 20 ottobre è stata la penombra. Nella penombra eravamo tutti uguali e non era possibile distinguere al primo sguardo i senza dimora dai volontari, gli organizzatori dai curiosi.
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(Foto di Paolo Dalprato) La penombra di sabato sera, 20 ottobre, rendeva tutti uguali, non era possibile distinguere al primo sguardo i senza dimora dai volontari, gli organizzatori dai curiosi.

Tutti siamo stati parte di un'unica grande festa sul sagrato della chiesa si Santo Stefano, sotto un unico immenso arcobaleno di stoffa che correva sul pubblico. Il sorriso è fiorito anche sul volto dei più scettici quando i ragazzi di Papa Giovanni XXIII hanno tirato fuori i grandi palloni colorati che hanno cominciato a rimbalzare sulla folla.

Le note e la notte

Chiunque ha cominciato a saltare sulle note di Giù il cappello” , Consorzio Musicanti Pop(olari), di Alessandro “Zanna” Zannetti e della Bar Boon Band. C'è da dire che abbiamo anche avuto un pizzico di fortuna: il tempo è stato clemente, le sferruzzatrici hanno cominciato a lavorare a maglia usufruendo della luce del caldo pomeriggio milanese. Le temperature notturne sono state parecchio al di sopra dello zero, rendendo così meno traumatico il riposo dei tanti che hanno deciso di farci compagnia rimanendo a dormire in piazza. Vi siete fermati davvero in tanti! 100 persone hanno preferito il sagrato della chiesa di S. Stafano al proprio letto.

Donazioni in tutti i sensi!

Non possiamo che ringraziare tutti voi che avete partecipato con entusiasmo, chi ha accettato di farsi fotografare con una barba finta, presso il donation point di Retedeldono.it, sostenendo così la campagna “ Sono un barbone anch'io”, chi ha donato cappelli, sciarpe, guanti, coperte e sacchi a pelo. Alla fine della serata lo stand di Insieme nelle Terre di Mezzo Onlus sembrava il magazzino di un negozio di vestiti. La sera stessa abbiamo consegnato una parte del vestiario che ci è stato donato agli stessi senza dimora che ne hanno fatto richiesta. I vestiti che sono avanzati sono andati alla “Croce Rossa Italiana”.

Sopra e sotto al palco

Tamara Donà e Angelo Pisanihanno dimostrato tanta energia e forza nel condurre una serata “difficile” perché a volte il pubblico interveniva e interrompeva la conduzione per gridare la sua verità, la sua rabbia e la sua storia. Gli interventi di Francesca Castelbarco, Presidentessa della commissione politiche sociali del Consiglio id Zona1, e Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute, hanno entrambi sottolineato l'impegno delle istituzioni milanesi nel far fronte alla povertà non come emergenza, ma in maniera continuativa, per tutti i 12 mesi dell'anno. Cercando anche di chiedere l'ausilio dell'associazionismo.

Paolo Pezzana, presidente della Federazione Italiana Organismi Persone Senza Dimora, ha esposto con chiarezza i dati della ricerca 2011 e ha incoronato Milano “capitale italiana della povertà”, visto che è la città italiana che ospita il maggior numero di senza tetto.

Le poesie e l'ironia

Quando sul palco, oltre ai presentatori sono saliti anche Walter Leonardi e Luca Solesin, per leggere delle poesie scritte dagli stessi senza dimora, col sottofondo curato dalla Bar Boon Band. Il pubblico ha subito fatto silenzio e la voce degli interpreti ha cominciato a disegnare il mondo e i sentimenti di chi vive per strada. Il testo “Quelli che la vita di strada”, di Maurizio Rotaris della Bar Boon Band, è riuscito a parlare della condizione dei senza dimora senza utilizzare luoghi comuni o banalità, ma con una lucida e tagliente ironia.

Adesso la nostra Notte dei Senza Dimora 2012 è alle spalle, ma per i tanti senza dimora che vivono in Italia le notti da passare all'aperto non sono affatto terminate.

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