Associazione
La Notte dei senza dimora 2018
Sabato 13 ottobre, diciannovesima edizione a Milano! Novità: il concorso artistico e letterario, con Paolo Cognetti e Giorgio Fontana tra i giurati
  • [ 0 commenti ]

Cittadini e istituzioni in piazza per riportare l'attenzione sul problema dell’emarginazione sociale e delle persone senza dimora e a condividerne, almeno per una nottata, piatto e sacco a pelo.

La serata rappresenta un momento di confronto fra i cittadini e le associazioni che si occupano di assistenza e reinserimento di persone in difficoltà, per informarsi e offrirsi come volontari. Per meglio affrontare il freddo, dalle 16 in Piazza Santo Stefano partirà una sessione di “knitting solidale”, una sessione di lavoro a maglia collettivo, organizzata da Horujo Knit and Crochet. Dalle 17.00 in poi chi desidera dare un piccolo contributo pratico è invitato a portare in piazza un dentifricio, uno spazzolino, un sapone o un pettine con i quali verrà assemblato un kit igienico che le associazioni provvederanno poi a consegnare ai senza dimora.

Alla stessa ora alla Casa dell'Accoglienza “Enzo Jannacci” (Viale Ortles 69), ci si darà appuntamento per visitare uno dei luoghi della solidarietà meneghina. Da lì si inforcheranno tutti insieme le bici in direzione di Piazza Santo Stefano.

Alle 18.30 verranno consegnati i riconoscimenti del “Premio Isacchi Samaja”, dedicato agli artisti che vivono in strada e organizzato in memoria di Amelia Isacchi Samaja (1914-2007), fondatrice dell'omonima Fondazione. Il Premio si articola in tre sezioni: Narrativa e Poesia (racconti, poesie, a tema libero); arte figurativa (pittura, scultura, a tema libero); fotografia (soggetto a tema libero). La premiazione sarà accompagnata dalla performance del coro Cor Unum di Casa Jannacci.

Paolo Cognetti e Giorgio Fontana, rispettivamente Premio Strega 2017 e Premio Campiello 2014, saranno i giurati della sezione Narrativa e Poesia, affiancando Paola Arzenati, direttore generale della Fondazione Isacchi Samaja. Enzo Umbaca, Elena Valdré e Giulia Volontè saranno parte della giuria per la sezione Arte figurativa, insieme alla Arzenati; Emanuele Cucca, Daniele Lazzaretto, Andrea Lai e Luca Orsi valuteranno insieme a lei le opere della sezione Fotografia.

Poi la grande cena in piazza, alle ore 20, accompagnata da musica, messaggi e testimonianze.

Dalle 21 ancora musica con Claudio Avella, Bar Boon band e Marina Madreperla. La serata in piazza avrà il suo culmine nella dormita all'aperto, sul sagrato della chiesa, a cui si invitano tutti i cittadini a prendere parte per l’intera durata della notte.

 

La Notte dei senza dimora è organizzata da:

Insieme nelle Terre di mezzo onlus, Fondazione Isacchi Samaja Onlus, Ronda Carità e Solidarietà, Croce Rossa Italiana–Comitato Provinciale di Milano, Fondazione Progetto Arca, Avvocato di strada ONLUS, MIA–Milano in Azione, VOCI, Associazione MiRaggio, SOS Milano, Opera Cardinal Ferrari, Fondazione Fratelli di San Francesco, CAST, Casa di Gastone, Effatà, Avvocati per Niente, Fides ONLUS-Casa degli Amici, Caritas Ambrosiana, Casa della Carità, fio.PSD (Federazione Italiana Organismi persone senza dimora), Anime bisognose, Ciclochard, Associazione Artisti di strada di Milano e Papa Giovanni XXIII.

Patrocinio: Comune di Milano, Regione Lombardia.
Partner tecnico: AMSA.

APPROFONDIMENTO:

Disegno, teatro e canto: quando l'arte viene dalla strada

Si moltiplicano i laboratori artistici che coinvolgono senza tetto. Le esperienze di Opera Cardinal Ferrari, Ronda della Carità e Casa Jannacci. 

MILANO, DP per Redattore Sociale 10.10.018 - "Il disegno mi aiuta a tenere la mente aperta. Sprigiona la mia fantasia": Elisabetta frequenta l'Opera Cardinal Ferrari, storica istituzione milanese che offre accoglienza a persone in difficoltà e senza tetto. Qui possono trovare una mensa, servizio docce e guardaroba, assistenti sociali, medici volontari, ma anche un campo da bocce, la possibilità di giocare una partita a carte o altri svaghi. E un corso di disegno: ogni 15 giorni per un paio d'ore. Gianni, detto anche "Il mitico", ama disegnare mezzi di trasporto, in particolare i tram storici di Milano: "Mio padre li ha guidati per trent'anni", racconta. Stefano si sta cimentando con una skyline di grattacieli coloratissimi: "Nelle nostre città manca il colore". Il laboratorio di disegno dell'Opera Cardinal Ferrari è una delle esperienze milanesi in cui persone senza dimora vengono coinvolte in forme d'arte. La Ronda della Carità ha avviato da quattro anni un laboratorio di teatro, mentre a Casa Jannacci (l'ex dormitorio di viale Ortles) è nato un coro, grazie alla collaborazione con la Fondazione Isacchi Samaja. Chi vive in strada ha spesso bisogni primari da soddisfare: un pasto caldo, fare una doccia, cambiare i vestiti, un letto dove dormire. Ma quasi sempre non basta. Per questo negli enti che si occupano di grave emarginazione si stanno moltiplicando laboratori artistici. E al tema dell'arte è dedicata la Notte dei senza dimora, organizzata per sabato 13 ottobre a Milano, in piazza S. Stefano.

"Il teatro permette loro di riscoprirsi -spiega Caterina Scalenge, responsabile del laboratorio della Ronda della Carità-. Si mettono in gioco, devono aprirsi agli altri". Caterina apre ogni incontro proponendo un tema. Per esempio, la fiducia, oppure lo spazio. Ciascuno propone una riflessione. Seguono esercizi legati al tema. Vengono poi divisi in coppie e ciascuna inventa una performance ispirata al tema della giornata. "Fanno quello che riescono -sottolinea Caterina-: a volte hanno corpi stanchi o affaticati dalla vita di strada. L'obiettivo non è andare in scena. È ritrovare forza e fiducia in sé: sono persone che magari da anni non ricevono un abbraccio o una carezza. Sono molto sensibili e hanno propensione al teatro, hanno come una marcia in più da questo punto di vista".

CorUnum è formato da ospiti di Casa Jannacci e da residenti della zona. È diretto da Ryoko Yagi, soprano originaria del Giappone. Ogni venerdì sera, ormai da undici mesi, provano brani che spaziano dalle opere di Verdi alle canzoni popolari come "Vecchio scarpone". È difficile non commuoversi quando intonano "Il signore delle Cime". "La musica è un linguaggio universale -sottolinea padre Aristide Cabassi, presidente della Fondazione Isacchi Samaja-. Supera le differenze, tutti possono cantare". Anzi, il canto può unire. "Una sola nota non fa la musica", del resto ripete più volte Ryoko durante le prove. 

  • [ 0 commenti ]
Per inserire un commento registrati o effettua il login in alto a destra
0 commenti

Rubriche